Indiscrezioni sui protagonisti di Operazione P.I.C.

Archos era da solo su uno scoglio vicino al Castel dell’Ovo, quando ancora il silenzio e la solitudine accompagnavano le prime luci del giorno.

I suoi pensieri seguivano un solo percorso, quel tragitto li conduceva unicamente verso Rossella.

Passo dopo passo, giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo anno, ho percorso strade, vie, vicoli, sperando di incrociare i tuoi occhi.

Ho esplorato volti, ho scrutato sagome, incrociato scorci di vita occasionale e il perdurare di abitudini ma incontravo solo le costruzioni dell’immaginario.

Ad ogni passo, giorno, mese, anno ho sentito trascorrere il tempo, avvertito forte il peso d’ogni soffio di speranza che svaniva.

Ora che l’ultimo, flebile, alito di quella speranza mi spinge a guardare il vuoto di ognuno di quegli affollati percorsi stringo in un forte abbraccio la tristezza della certezza di non potere mai più incrociare il tuo sguardo.

Quindi so che:

Lui ti prenderà la mano, tu ti volterai, immergerai gli occhi nei suoi, poi la stringerai di più.

Perché tu sei cosi.

In quella stretta ci sarà tutto il tuo cuore.

Quando sarete distesi sotto le carezze delle stelle, la serenità della passione esplosa, con gli occhi pieni di tenerezza, il corpo caldo di dolcezza, ti raggomitolerai nella baia del suo, forte della tua essenza.

Socchiuderai dolcemente gli occhi, senza dire nulla gli prenderai la mano, per farti avvolgere dal braccio, mentre lascerai che ti stringa a se, chiudendosi come un guscio a proteggere la sua perla, per farle sentire il calore dell’amore.

Sarà in quel momento che, senza parlare, saprai sussurrargli le parole capaci di trasportare l’infinito arcobaleno del tuo sentire, profondo, corposo, tanto denso e penetrante da pensare di poterlo toccare.

Lui sarà capace di comprendere, di sentire, sfregherà i polpastrelli per accarezzare quella corposità, la morbidezza, la forza del tuo essere.

Questa volta sarà vero, non ci saranno affascinanti e crudeli menzogne a disegnare il destino di un amore mai nato, saranno sensazioni reali, espressioni consapevoli di chi desidera aprire l’universo sopito dell’Io profondo, condividere la dimensione dei sentimenti e della passione.

Ed io che assaporo l’amaro della concretezza di tutto questo, penso, immagino, ancora e ancora, cercando nella crudeltà di questo logorante supplizio la via che mi conduca, finalmente, lontano dal bisogno di te.

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