La pubblicazione di Operazione P.I.C. – parte 1 di 6

Le vicende che hanno condotto alla pubblicazione di Operazione P.I.C. non riescono a trovare in un post lo spazio necessario a rivelarne ogni aspetto. Ci vorrebbe una di quelle chiacchierate che si fanno con personaggi ed autori ben oltre l’oscurità dell’essere un nessuno, per soddisfare il rocambolesco, a tratti tragicomico, percorso che caratterizza l’autore nella sua esperienza letteraria. Ciò nonostante cercheremo di segnare alcuni passaggi, che possono rivelare i punti salienti.

Diversi anni prima della pubblicazione di questo post, Marco incontrò per caso Achi, era dai tempi del liceo che non si vedevano. Le cose da raccontare erano tante, partirono dalla disavventura che era appena accaduta ad uno scritto di Achi, nel tentativo di essere esaminato da un notissimo e potentissimo personaggio italiano.

Marco restò colpito da quanto accadeva al suo vecchio amico, tanto da offrirsi di esaminare il caso, per comprendere se ci fossero le caratteristiche necessarie ad intraprendere le vie legali.

L’esame del testo, e di ogni elemento collegato, durò diverso tempo. Il responso fu chiaro, ripercorreva quanto già affermato da uno studio legale che in precedenza si era offerto di patrocinare gratuitamente Achi, nella giusta rivendicazione dei diritti.

L’azione legale avrebbe avuto come unico e possibile obiettivo la visibilità, o le opportunità offerte dalla temporanea vetrina mediatica. Con certezza quasi matematica, anche Marco, affermò che sarebbe stato oltremodo arduo, se non impossibile, mirare ad una vittoria legale.

La questione si complicava ancor più, perché Achi mirava ad una giustizia che volutamente non avrebbe previsto risarcimento in denaro. Achi comprese che l’avversario era troppo potente, e ci si trovava ad interloquire con la giustizia all’italiana. Peggio ancora, le leggi di una tale giustizia mostravano una disarmante consistenza di lacune ed inadeguatezza normativa. A tutt’oggi incapaci di gestire la giusta risoluzione di un tale caso. Per questo, i danni economici, d’immagine, persino credibilità, sarebbero risultati di enorme entità, minando fortemente finanche la reale onestà di chi, con prove concrete, e testimonianze, cercava solo di raggiungere la giustizia, nella sua espressione più pura al di fuori del lucro.

Continua…..