La pubblicazione di Operazione P.I.C. – parte 4 di 6

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Mentre si dispiegava la realtà dell’impossibile, anche come frutto di una fervida immaginazione, a Marco ed Achi giunse una notizia.

Un giornalista, che aveva seguito il percorso della biografia dell’ex calciatore del Napoli, raggiunse Achi al telefono per informarlo che di lì a breve quello stesso calciatore avrebbe presentato la sua biografia. La presentazione sarebbe avvenuta al famoso Caffè Gambrinus di Piazza del Plebiscito a Napoli.

Il personaggio sarebbe stato supportato dal Gotha del giornalismo sportivo Campano, da alcuni personaggi dello spettacolo e dal sindaco di Napoli in prima persona.

L’incredulità fu l’unica sensazione che la notizia riuscì a portare.

A quel punto non restava altro se non acquistare una copia, per capire. Ciò che riuscirono a scoprire lasciava i pensieri vuoti da ogni cosa, persino dalla costruzione patologica dell’immaginario.

Il calciatore, vanto del Napoli e della città, aveva venduto i diritti del libro scritto da Achi a un editore autoctono, il quale, come curatore della biografia in prima persona, aveva copiato parola per parola il libro scritto da Achi.

Aveva fatto di peggio, attraverso un editing scellerato aveva cercato improbabili incastri e formazioni di capitoli, sovvertendone, modificandone e annullandone l’originalità di senso, costrutto e messaggio della copia originale.

Si era perfino impadronito di un testo che doveva essere trasformato in una canzone, per farne l’introduzione al libro plagio.

Ci si trovava, forse, di fronte ad un’azione che avrebbe potuto fare giurisprudenza, identificando probabilmente il primo plagio integrale parola per parola nella storia dell’editoria.

Le intenzioni di Marco ed Achi non erano di lucrare ma di costruire, realizzare progetti editoriali, diversi dalla fiumana che inonda quotidianamente il mondo della lettura.

Per questo raggiunsero, a titolo conciliativo, il personaggio, l’ufficio stampa dell’editore è lo stesso editore, li informarono di essere a conoscenza di quanto stavano mettendo in scena.

Aggiunsero che non sarebbero intervenuti in alcun modo, lasciando che facessero anche la presentazione, a patto che fosse fissato un incontro tra le parti subito dopo l’evento.

Marco ed Achi mantennero la parola, la presentazione di quel plagio avvenne proprio al Caffè Gambrinus, nell’apoteosi della menzogna senza ritegno, tra la solita autoglorificazione e la glorificazione dell’onestà, della lealtà di un personaggio che il sindaco definì con fervore perfino esempio, punto di partenza per la rinascita della città.

In seguito ci fu anche l’incontro tra le parti. Marco ed Achi chiarirono il loro intento di non voler lucrare sulla vicenda, desideravano il giusto risarcimento attraverso la realizzazione di alcune pubblicazioni. Attraverso esse offrivano finanche la possibilità di guadagno, ripartita equamente.

A sostegno della genuinità e della validità dell’offerta portavano come dote la possibilità di pubblicare il libro sul calcioscommesse, per il quale avevano ottenuto la piena gestione dei diritti.

Ci fu un accordo, la pubblicazione venne realizzata in tempi brevi.

Esattamente a pochi giorni dall’uscita ufficiale del libro si materializzò quell’imponderabile, quella realtà capace di essere ben oltre il patologico delirio della costruzione immaginativa.

La premessa a ciò che stava per accadere fu un accordo tra l’editore e il calciatore dello scandalo scommesse, con il quale l’editore versava al calciatore 2000 euro.

Il tutto accadeva all’insaputa di Marco e Achi, che lo scoprirono solo dopo e grazie proprio alla confessione del personaggio.

Questo fu solo il primo passo.

continua…

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