da Io sono diverso – Uè Napoli! parte 1 di 2

Uè Napoli!

L’unico pensiero che mi pervade la mente è quello di chiederti perdono. Tu che sei terra ricca di talento, dono generoso di Dio, indomita e resistente, ferita, colpita, trafitta, umiliata, avvelenata, riesci a mostrare ancora speranza di rinascita.

Dopo aver letto il libro della vera vita napoletana che hai scritto, cercando disperatamente di riempire pagine con quell’indelebile inchiostro che solo tu sai usare, ho cercato di comprendere. Ho così capito quale è lo spirito con cui lo hai fatto. Hai assistito al continuo strappare le pagine che hai saputo riempire nei secoli passati, compiuto da chi non comprende frasi e contenuti.

Per questo, e non solo, ho deciso di portare alla luce questa storia. Una sequela di fatti reali che, per certi versi, possono essere considerati un emblema dei motivi per i quali, oggi, sembra impossibile emergere dalla melma che soffoca il Sud.

Quanto ti è stato detto, scritto e cantato, ma quanto di ciò che ti è stato promesso è stato poi mantenuto?

Troppi sono quelli che vantano la nascita nel tuo grembo, si fregiano, gloriano di cultura e tradizione che neppure conoscono, peggio non comprendono. Sono in realtà soggetti molto lontani con le azioni dal napoletano, restano privi dei contenuti del cuore, incapaci di portare Napoli nei pensieri, nell’onorevole agire.

E’ proprio per questo che loro non saranno mai in grado di ascoltarti, comprenderti, apprezzarti, rispettarti.

Ti dico che non sarai ritratta per l’ennesima volta come protagonista di un libro, musa di poesie e canzoni, sarà molto diverso rispetto alla consuetudine.

Questo mi fa sorridere con ghigno amaro, e riflettere.

E’ passato qualche giorno, diverse settimane, tanti mesi, molti anni, forse molto più di un secolo dai tempi in cui eri culla di cultura, arte, ingegno, fantasia e tanto tanto talento. Una miscellanea di qualità e capacità pronte a comprendere, rispettare, supportare, per arricchire quanto già fatto e quanto ancora c’era da fare.

Vorrei presentarti dei progetti, immediati, fulminei nella realizzazione, per curare ferite e lacerazioni, disintossicarti dal veleno che ognuno di noi ha riversato e riversa nel tuo grembo, fertile e prosperoso.

Dopo solo un continuo esondare di chiacchiere sembriamo, invece, tutti inermi, incapaci di avere concretezza e costruttiva ribellione. Ci siamo detti, ci diciamo che non dovremmo restare in disparte. In verità non abbiamo le capacità, non ti amiamo quanto dovremmo, peggio ancora, sembriamo non avere per te alcun rispetto.

continua….

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