La pubblicazione di Operazione P.I.C. – 6 di 6

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Dopo anni di battaglie, che non si limitano solo a questa storia, Marco e Achi decisero che non bisognava arrendersi, non volevano darla vinta al mostro Italia e alle sue dominanti creature.

Bisognava trovare uno sponsor per ricominciare tutto d’accapo, con una nuova pubblicazione. Trascorse diverso tempo, nessuna buona notizia giungeva, nonostante l’impegno profuso da Marco nella ricerca. Achi era un nessuno, non aveva alcuna caratteristica che facesse gola al multiforme sistema Italia.

A questo punto, il moto di stizza, soprattutto l’espressione della pura amicizia di Marco, si tradusse in un impegno personale e concreto. Marco, attraverso la neo nata rimborsodiviaggio.it, decise di fare personalmente da sponsor ad una nuova pubblicazione.

Pensò d’investire, cercando direttamente un fornitore di servizi editoriali, quanto più completo e professionale possibile. Si dissero che tanto era inutile cercare una casa editrice che avesse una struttura operativa non all’italiana. Marco era fortemente convito delle reali, non comuni, qualità dell’amico Achi, ritenendo giusto che avesse una possibilità di dimostrarlo, contro ogni forma di distruzione che il sistema Italia potesse mai mettere in moto. A questo punto le ricerche online condussero alla scelta.

Fu così che la &mybook divenne il punto di riferimento editoriale di questa nuova avventura.

Dopo aver esaminato gli scritti di Achi, considerato il panorama italiano, valutato le diverse strategie possibili, la scelta ricadde su un libro che Achi aveva scritto di getto qualche tempo prima.

Era tempo che Operazione P.I.C.- un mistero delle isole partenopee si facesse carico d’un’impresa quasi impossibile: lanciare Achi nel panorama italiano degli autori, per cercare poi la lungimiranza straniera che gli potesse concedere l’onore di essere un aspirante scrittore.

I protagonisti

Peppe Bruscolotti, ex difensore del Napoli degli anni settanta e del Napoli ai tempi di Maradona

Graus Editore – editore della biografia su Bruscolotti, primo editore del libro sulle vicende Paoloni e calcio scommesse

Marco Paoloni, ex portiere della Cremonese e del Benevento, coinvolto nell’inchiesta sul calcio scommesse

Rogiosi Editore – Rosario Bianco,  editore-curatore del plagio e della seconda pubblicazione del libro sulle vicende di Marco Paoloni

 

La pubblicazione di Operazione P.I.C. – parte 5 di 6

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Dopo essere venuti a conoscenza dello strano accordo, Marco pretese che fosse aggiunto al contratto di pubblicazione quanto era avvenuto.

Le manovre prive di logica, dell’editore reo di plagio, continuarono con una ulteriore azione in favore del personaggio. Il calciatore di Civitavecchia riuscì ad ottenere un nuovo accordo personale. L’editore gli stampò un numero di copie che l’ex portiere avrebbe dovuto utilizzare in una presentazione nella città di Benevento, nella cui squadra aveva militato con successo prima di essere arrestato.

Queste copie furono realizzate ancor prima che avvenisse l’uscita ufficiale del libro. La peculiarità di questa anomala presentazione era rappresentata dal fatto che l’autore unico del libro, cioè Achi, doveva restare escluso sia dalla presentazione sia dagli eventuali proventi ottenuti. Il calciatore però tenne informato Achi di tutto quanto avveniva.

Fu per questo che, lui e Marco, riuscirono a scoprire quanto stava realmente accadendo. A quel punto ritennero che l’editore dovesse quantomeno delle spiegazioni. Cercarono di raggiungerlo ripetutamente, ma l’autore-editore del plagio si faceva continuamente negare.

Solo dopo diverso tempo fece giungere una sua e-mail nella quale esprimeva tutto il suo disprezzo per il personaggio, asserendo di non voler più sentire parlare del libro e di quel calciatore. Dopo questa breve apparizione scomparve senza rispettare nemmeno uno dei punti contrattuali, lo stesso fece il calciatore.

In questo quadro tragicomico prendeva il suo meritato posto anche l’ex calciatore del Napoli dei tempi d’oro. Con un tale comportamento, ancor più dannoso, fortemente lesivo per Marco ed Achi in ogni aspetto, veniva meno anche quell’accordo di non belligeranza nelle sedi legali, stipulato con lui. Emergeva con veemenza ogni sopruso, danno, beffa e quanto altro ognuno di quei personaggi aveva saputo riversare su Marco e Achi.

Non restava altro che affidarsi alle vie legali, nella speranza d’incontrare qualche figura non soffocata dal fare italiano e all’italiana. A tutt’oggi, vigilia di Natale del 2018, Marco e Achi sembrano avere alla peggio. Sono quasi sommersi dal fare italiano, continui rinvii delle udienze, personaggi che credono di essere al disopra di tutto, omertà giornalistica, insabbiamenti, persino del mostro tentacolare chiamato web, che tutto fagocita per poi riproporre in una fiumana inarrestabile.

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La pubblicazione di Operazione P.I.C. – parte 4 di 6

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Mentre si dispiegava la realtà dell’impossibile, anche come frutto di una fervida immaginazione, a Marco ed Achi giunse una notizia.

Un giornalista, che aveva seguito il percorso della biografia dell’ex calciatore del Napoli, raggiunse Achi al telefono per informarlo che di lì a breve quello stesso calciatore avrebbe presentato la sua biografia. La presentazione sarebbe avvenuta al famoso Caffè Gambrinus di Piazza del Plebiscito a Napoli.

Il personaggio sarebbe stato supportato dal Gotha del giornalismo sportivo Campano, da alcuni personaggi dello spettacolo e dal sindaco di Napoli in prima persona.

L’incredulità fu l’unica sensazione che la notizia riuscì a portare.

A quel punto non restava altro se non acquistare una copia, per capire. Ciò che riuscirono a scoprire lasciava i pensieri vuoti da ogni cosa, persino dalla costruzione patologica dell’immaginario.

Il calciatore, vanto del Napoli e della città, aveva venduto i diritti del libro scritto da Achi a un editore autoctono, il quale, come curatore della biografia in prima persona, aveva copiato parola per parola il libro scritto da Achi.

Aveva fatto di peggio, attraverso un editing scellerato aveva cercato improbabili incastri e formazioni di capitoli, sovvertendone, modificandone e annullandone l’originalità di senso, costrutto e messaggio della copia originale.

Si era perfino impadronito di un testo che doveva essere trasformato in una canzone, per farne l’introduzione al libro plagio.

Ci si trovava, forse, di fronte ad un’azione che avrebbe potuto fare giurisprudenza, identificando probabilmente il primo plagio integrale parola per parola nella storia dell’editoria.

Le intenzioni di Marco ed Achi non erano di lucrare ma di costruire, realizzare progetti editoriali, diversi dalla fiumana che inonda quotidianamente il mondo della lettura.

Per questo raggiunsero, a titolo conciliativo, il personaggio, l’ufficio stampa dell’editore è lo stesso editore, li informarono di essere a conoscenza di quanto stavano mettendo in scena.

Aggiunsero che non sarebbero intervenuti in alcun modo, lasciando che facessero anche la presentazione, a patto che fosse fissato un incontro tra le parti subito dopo l’evento.

Marco ed Achi mantennero la parola, la presentazione di quel plagio avvenne proprio al Caffè Gambrinus, nell’apoteosi della menzogna senza ritegno, tra la solita autoglorificazione e la glorificazione dell’onestà, della lealtà di un personaggio che il sindaco definì con fervore perfino esempio, punto di partenza per la rinascita della città.

In seguito ci fu anche l’incontro tra le parti. Marco ed Achi chiarirono il loro intento di non voler lucrare sulla vicenda, desideravano il giusto risarcimento attraverso la realizzazione di alcune pubblicazioni. Attraverso esse offrivano finanche la possibilità di guadagno, ripartita equamente.

A sostegno della genuinità e della validità dell’offerta portavano come dote la possibilità di pubblicare il libro sul calcioscommesse, per il quale avevano ottenuto la piena gestione dei diritti.

Ci fu un accordo, la pubblicazione venne realizzata in tempi brevi.

Esattamente a pochi giorni dall’uscita ufficiale del libro si materializzò quell’imponderabile, quella realtà capace di essere ben oltre il patologico delirio della costruzione immaginativa.

La premessa a ciò che stava per accadere fu un accordo tra l’editore e il calciatore dello scandalo scommesse, con il quale l’editore versava al calciatore 2000 euro.

Il tutto accadeva all’insaputa di Marco e Achi, che lo scoprirono solo dopo e grazie proprio alla confessione del personaggio.

Questo fu solo il primo passo.

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La pubblicazione di Operazione P.I.C. – parte 3 di 6

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Senza motivazione alcuna il famoso calciatore, oramai decaduto e presente unicamente come ospite nelle miriadi di trasmissioni calcistiche campane, si rifiutò di apporre la firma per la liberatoria definitiva alla pubblicazione. Lo fece adducendo strampalati motivi, accusando quello che fino a quel momento aveva presentato come suo procuratore e fiancheggiato da una sorta di legale, che mostrava di essere completamente all’oscuro di ogni fatto.

Il tutto avvenne quando mancavano oramai pochi giorni all’uscita ufficiale del libro. Il contratto con l’editore era stato firmato unicamente da Achi, che ne era il solo autore. Fu per questo che l’editore decise di non procedere con la pubblicazione, invitando Achi ad essere l’autore di punta della casa editrice. Fece questa proposta sottoponendogli un progetto dalle potenzialità altisonanti. Gli chiese di scrivere un libro sulle vicende reali del calciatore che aveva dato il via alla maxi inchiesta sul calcio scommesse. Un portiere che si professava innocente per le accuse più infamanti, e che aveva subito minacce anche contro la sua famiglia.

Dopo aver esaminato il caso, incontrato il calciatore, il suo legale, essersi consultato con Marco, Achi decise di scrivere il libro. Anche questa sarebbe stata una biografia particolare, articolata su fatti reali, vicende giudiziarie che avrebbero fatto da sfondo a spunti di carattere sociale. Dopo aver terminato il lavoro letterario il libro venne pubblicato.

Fu a questo punto che si aprirono nuovi scenari di azioni misteriose, forse nemmeno troppo. A pubblicazione avvenuta il libro subì una sorta d’insabbiamento, fu ostacolato e snobbato perfino da chi si era dimenato per accaparrarsi l’esclusiva. Il libro, con il suo difficile personaggio, sembravano essere invisibili, anche per chi lo aveva supportato con grande interesse nella fase antecedente la pubblicazione.

Fu a questo punto che le vicende presero un inaspettato percorso. Gli intrighi e i misteri sembravano moltiplicarsi di momento in momento, riversando i loro effetti su una realtà chiara ed inequivocabile.

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L’intervista

Tratta da &mybook

1) Da quanto tempo scrivi? Com’è nata la tua passione per la scrittura?

1) Difficile rispondere a questa domanda, la memoria di noi d’un’altra epoca ha difficoltà quando deve tornare a ricordi di secoli passati. Diciamo che scrivo da quando al liceo facevo l’inizio e la fine dei temi di alcuni amici, nel tempo che avanzava dopo aver finito il mio. Sinceramente non so  dire se la mia sia una passione, perché fa parte della lunga lista di cose per le quali una sorta di concatenazione di eventi e menti ha lavorato per impedirmi di esprimerle nella loro completezza. Ad ogni modo il volume di scritti è aumentato da quando un editore, moltissimi anni fa, disse che se volevo emergere dovevo scrivere su qualcosa o qualcuno di noto. Io l’ho fatto ma dopo è accaduto di tutto.

2) Quali sono le fonti di ispirazione per le tue storie? Ti rifai a quello che succede nella realtà, oppure è solo frutto della tua immaginazione?

2) Le storie che racconto, come anche i personaggi, sono il risultato di una miscela ponderata di finzione e realtà. Il costrutto narrativo è costantemente supportato da situazioni e fatti che nella realtà sono stati osservati realmente, qualcuno anche volutamente provocato. Questi fatti, situazioni, anche dialoghi, non sempre, anzi direi raramente, accadono ad un’unica persona e in un dato momento. Molto spesso sono situazioni reali avvenute in momenti diversi, a persone diverse, che nella storia possono fondersi per adattarsi alla narrazione o al personaggio. In tal senso ho scritto un articolo un poco più approfondito nel mio sito, su come nascono personaggi e situazione dei libri che scrivo.

3) C’è un lettore particolare cui pensi mentre scrivi?

3) Si, sicuramente. E’ quello che mi piace definire il lettore del terzo livello. Penso che i lettori si possano dividere in tre livelli. Quelli del primo sono i lettori che preferiscono leggere, analizzare e criticare uno scritto solo fermandosi alle parole, nella loro immediata superficialità, e al racconto nel suo mantello di fatterello narrato, spesso anche banale, come accade nelle parabole o nelle storie zen. Chi desidera andare oltre si immerge nel secondo livello, nel senso specifico che quella parola, quella frase, quell’azione, ha in quel dato momento e perché, poco avvezzi alla critica più propensi al dialogo costruttivo di conoscenza, dove il gusto comprende la diversità. Infine ci sono i lettori del terzo livello, quelli per i quali è davvero difficile scrivere. Comprendono il senso della semplicità legato alla fruibilità della scrittura superficiale, si spingono a comprendere il senso reale, specifico, di parole e frasi, e sanno spingersi nel profondo della comprensione, dove ogni livello si fonde in un’unica armonia, per aprire varchi a pensieri, sensazioni, a quella comprensione che di certo non ha il senso della necessaria condivisione. Il terzo livello di scrittura e di lettura è qualcosa che possiede un quid che forse è indefinibile, come lo sono i sentimenti, pur mantenendo la concretezza reale di ciò che lo conduce ad essere percepito. E’ pensare a questo tipo di lettori che ti può far sentire realmente inadeguato, non abbastanza capace, non certo l’abitudine abusata di paragonare tutti e tutto.

 

La pubblicazione di Operazione P.I.C. – parte 2 di 6

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I rapporti tra Marco e Achi erano riallacciati, un nuovo corso stava avendo inizio.

Sensibile alla condizione materiale del suo amico ritrovato, Marco gli chiese se desiderasse offrire una collaborazione saltuaria al suo studio. Achi accettò senza indugio. Fu proprio durante uno dei pomeriggi allo studio che, l’aspirante scrittore, fece un particolare incontro. In quel periodo, a frequentare l’ufficio come cliente, c’era un noto calciatore di quel Napoli sempre presente nei ricordi dei nativi del Golfo. Il personaggio non più nei favori della cronaca, tantomeno di quelli dell’ampio pubblico, chiese di essere portato nuovamente ad essere protagonista, attraverso una bella idea.

Non appena anche Achi venne raggiunto da quella richiesta scrisse qualche frase.

Potevano essere le parole introduttive per un libro, articolato sulla biografia di quel personaggio. L’intera vicenda, con i suoi misteri e le chiavi per svelarli, è racchiusa in un libro che potrà essere a disposizione di tutti, solo se e quando nascerà un interesse tale verso questo nessuno Achi da condurre qualcuno alla pubblicazione dei suoi numerosi scritti.

Anche se l’interesse potrebbe spingere i curiosi a cercare, e trovare, indizi già presenti in rete.

Le nuove vicissitudini letterarie coinvolsero direttamente anche Marco nel ruolo di agente letterario, di collegamento e di molto altro ancora. Fu realizzato un libro unico nel suo genere, dove la biografia era un fulcro attorno al quale ruotavano argomenti d’interesse sociale e non solo. Ad un passo dalla pubblicazione avvennero, però, due fatti capaci di sovvertire ogni indirizzo preso, ogni prospettiva, ogni accordo, per condurre i protagonisti in una sequela di intrighi e comportamenti quasi inspiegabili.

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La pubblicazione di Operazione P.I.C. – parte 1 di 6

Le vicende che hanno condotto alla pubblicazione di Operazione P.I.C. non riescono a trovare in un post lo spazio necessario a rivelarne ogni aspetto. Ci vorrebbe una di quelle chiacchierate che si fanno con personaggi ed autori ben oltre l’oscurità dell’essere un nessuno, per soddisfare il rocambolesco, a tratti tragicomico, percorso che caratterizza l’autore nella sua esperienza letteraria. Ciò nonostante cercheremo di segnare alcuni passaggi, che possono rivelare i punti salienti.

Diversi anni prima della pubblicazione di questo post, Marco incontrò per caso Achi, era dai tempi del liceo che non si vedevano. Le cose da raccontare erano tante, partirono dalla disavventura che era appena accaduta ad uno scritto di Achi, nel tentativo di essere esaminato da un notissimo e potentissimo personaggio italiano.

Marco restò colpito da quanto accadeva al suo vecchio amico, tanto da offrirsi di esaminare il caso, per comprendere se ci fossero le caratteristiche necessarie ad intraprendere le vie legali.

L’esame del testo, e di ogni elemento collegato, durò diverso tempo. Il responso fu chiaro, ripercorreva quanto già affermato da uno studio legale che in precedenza si era offerto di patrocinare gratuitamente Achi, nella giusta rivendicazione dei diritti.

L’azione legale avrebbe avuto come unico e possibile obiettivo la visibilità, o le opportunità offerte dalla temporanea vetrina mediatica. Con certezza quasi matematica, anche Marco, affermò che sarebbe stato oltremodo arduo, se non impossibile, mirare ad una vittoria legale.

La questione si complicava ancor più, perché Achi mirava ad una giustizia che volutamente non avrebbe previsto risarcimento in denaro. Achi comprese che l’avversario era troppo potente, e ci si trovava ad interloquire con la giustizia all’italiana. Peggio ancora, le leggi di una tale giustizia mostravano una disarmante consistenza di lacune ed inadeguatezza normativa. A tutt’oggi incapaci di gestire la giusta risoluzione di un tale caso. Per questo, i danni economici, d’immagine, persino credibilità, sarebbero risultati di enorme entità, minando fortemente finanche la reale onestà di chi, con prove concrete, e testimonianze, cercava solo di raggiungere la giustizia, nella sua espressione più pura al di fuori del lucro.

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Chi è Achi: biografia di un nessuno

Nelle parole che andranno ad essere celate, per questo autore, non potrà rientrare la possibile incognita sull’epoca d’appartenenza.

Nella costruzione del sito è già evidenziato che Achi è un autore vetusto, che la Chiara, la Rossella, la Scarlett d’inizio racconti e molte altre donne della realtà definirebbero di un altro tempo. Un uomo datato che, a causa dell’epoca d’appartenenza, è incapace di discernere i reali valori, come pure ciò che nella vita ha una vera importanza.

Per tutto quanto possa costituire una classica biografia s’impongono solo quesiti della diversità di pensiero e d’interpretazione.

Ci si domanda quale interesse possa suscitare in un lettore tutto quel crogiuolo d’informazioni personali, del tutto prive di significato senza una conoscenza diretta con lo stesso autore.

Ciò desta ancora più perplessità, in una fase dove l’unico tentativo che si cerca di portare a buon fine è far conoscere ed apprezzare l’opera dell’autore, con il suo stile di scrittura. In ogni occasione l’unica doverosa protagonista dovrebbe restare l’opera, con i suoi contenuti.

Dopo averla letta, difatti, il pensiero che potrebbe nascere spontaneo in un lettore, che ne ha apprezzato la fattura, sarebbe domandarsi se questa persona abbia scritto altro e dove poterlo reperire.

Ogni altro interesse assume il sapore del pettegolezzo, aspetto fisico, credo religioso, vari titoli, eventuali riconoscimenti, l’orientamento sessuale, il luogo di nascita, e quanto altro, nulla hanno la capacità di aggiungere alle qualità o demeriti espressi dalla scrittura.

Le domande sugli aspetti appena menzionati avrebbero valore, senso, unicamente se poste in una interazione con l’autore. Una domanda, ad esempio, su taluni aspetti caratteriali di un personaggio femminile e le sue azioni potrebbe giustificare il desiderio di conoscere se esistono motivazioni, o situazioni personali, che hanno condotto ad una simile scelta.

In un quadro di interscambio simile troverebbero logica e significativa collocazione anche altre domande sul percorso biografico dell’autore. In ogni altro caso le note biografiche sembrano assumere, forse anche per i più titolati e noti, i suoni striduli del carattere di pettegolezzo, purtroppo anche della tanto amata autoglorificazione all’italiana.

E’ per questo che, chiunque desidera scoprire l’autore, deve prima incontrare i differenti aspetti della scrittura, poi desiderare di partecipare ad un incontro interattivo nel quale porre le giuste domande, solo dopo giungere alla conoscenza di taluni aspetti biografici.

Resta scenario consueto, invece, assistere a monotone presentazioni dominate da pedanti soliloqui, domande di cortesia preorganizzate e, in taluni casi, qualche denso velo di autoglorificazione.